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Confusione in manovra… Un governo tecnico, forse ancora, l’unica alternativa? PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Caccaviello   
Lunedì 05 Settembre 2011 09:07
Dopo la bocciatura completa di ieri dell’ultima manovra,da parte del governo che era stata emanata pochi giorni fa dallo stesso  è ormai certo che il Paese è governato da incompetenti che tutto pensano tranne il presente e il futuro degli italiani. Bensì con ulteriori nuovi provvedimenti ancora una volta hanno ben pensato a mantenere i loro privilegi e a proteggere il loro elettorato di corrotti ed evasori fiscali.
A seguito di un altro fine settimana di litigi e finte spaccature tra le forze di governo ,su argomenti quali le pensioni e i tagli agli enti locali  poi, quando tutto sembrava precipitare, dopo ore di colloqui ad Arcore, si dice che abbiano trovato ancora una volta la “quadra”che tra una pagliacciata del premier ed una risata di Calderoli , alla fine tutto andrà a posto…
Mentre i mercati e l’Europa, pazientemente, ancora una volta sono in attesa di giudicare quest’ennesimo provvedimento che avrebbe dovuto contenere indispensabili misure per la ripresa economica, dai primi commenti, pare che esso sia l’opposto di quello varato una settimana prima e che ancora una volta si vada a fare un buco nell’acqua. Infatti con un testo completamente diverso da quello già emanato in precedenza si elimina il contributo di solidarietà, si riducono dei benefici fiscali per le società cooperative, nessun innalzamento dell’iva e il dimezzamento dei tagli agli enti locali. Ma il pezzo forte è senz’altro l’abolizione delle provincie e il dimezzamento dei parlamentari che dovrebbe avvenire per via costituzionale cioè con tempi molto lunghi, dopo il doppio passaggio parlamentare e con una maggioranza necessaria all’approvazione. Conoscendo tale iter e con l’attuale parlamento quindi: quasi mai! Da tale provvedimento si riesce a capire la furbizia dei nostri governanti che ancora una volta, per salvaguardare i loro interessi, tentano di ingannare i cittadini ma cosa ancor più grave l’Europa e i mercati che ci stanno, forse per l’ultima volta, dando fiducia. Alla fine, come al solito saranno i ceti più deboli a pagare tale scempio, mentre niente si sa ancora circa le frequenze televisive per il digitale, di un valore di circa 3 miliardi di euro che dovrebbero esser messe all’asta e che potrebbero contribuire all’alleggerimento della manovra, invece pare che il governo intenda regalarle alle aziende più qualificate (leggi mediaset). Nel frattempo con una opposizione disunita,  corresponsabile di tale disastro , altrimenti da tempo il paese navigherebbe in acque molto più tranquille, il popolo, sempre più lontano da questa classe politica, è costretto ormai alla fame , nonostante ci si sforzi di far apparire la realtà diversa. Infatti di giorno in giorno i cittadini soffrono e subiscono ancora una volta, come si è visto, le scellerate decisioni di questa gente che a vederli in  televisione sembrano che vivano su marte, così lontani dalla quotidianità del popolo. Di certo la manovra sarà approvata senza intaccare i privilegi della casta mentre a pagare già dai prossimi giorni saranno i poveri cittadini, coloro che hanno sempre pagato le tasse. Non ci vuole certo una laurea in economia per constatare che essa di sicuro non funzionerà in quanto è basata su nuove tasse che fermeranno definitivamente il potere di acquisto e quindi la ripresa economica, mentre non si decide fermamente di bloccare gli sprechi e non si adotta nessun provvedimento contro la colossale evasione fiscale. Il risultato sarà che tra qualche mese saremo combinati molto peggio di adesso. Di questo passo di sicuro ci aspettano tempi bui, in quanto in tante famiglie già scarseggiano i beni di prima necessità e la prospettiva non è assolutamente rosea. Con lo sciopero generale indetto dalla CGIL il 6 settembre, molto probabilmente si potrà tastare,in modo concreto, visto la situazione, l’umore del popolo.
A questo punto, forse,l’unica alternativa che rimane sarebbe quella di cambiare governo immediatamente, senza esitare un attimo, in quanto esso, da tempo, ha perso qualsiasi credibilità a livello internazionale. Il Paese è sull’orlo del precipizio, si è, anche se non sembra, in piena recessione, ed i prossimi mesi ne saranno la dimostrazione pratica. Al di là dei comportamenti più che discutibili del premier che hanno fatto scivolare la credibilità dell’Italia a livelli bassissimi mai visti a memoria d’uomo, si è ormai constatato che è questo governo nella sua interezza ad aver dato una prova inconfutabile di incapacità e di credibilità che ha compromesso a livello internazionale la fiducia in tutto ciò che è italiano. Immediatamente come alcune forze politiche di opposizione, predicano da tempo, andrebbe insediato un esecutivo tecnico composto da un gruppo di economisti competenti che prendano le redini in mano tenendo presente il destino del paese e non quello strettamente personale come da venti anni a questa parte sta succedendo. Accantonando, per il momento tutti gli altri provvedimenti, tale governo tecnico dovrebbe varare poche riforme ma di vitale importanza che poi un successivo governo democraticamente eletto dovrà in futuro realizzare. Di sicuro, tale immediato provvedimento avrebbe una risposta già da subito, positiva da parte dei mercati e molto probabilmente, potrebbe esser l’unica strada ancora percorribile per questo paese onde evitare la catastrofe. Purtroppo l’attuale maggioranza con la collaborazione passiva,tante volte dell’attuale opposizione non riesce a capire o fa finta di non capire che ormai il suo tempo è passato che i problemi del paese sono così enormi che forse, sorge il dubbio, che loro non li immaginano nemmeno. Oppure sono così ingordi ed ottusi che preferiscono affondare pur di non toccare i loro privilegi portando nel baratro il resto del paese.
Sorrento, 30 agosto 2011. Salvatore Caccaviello.
 
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