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Abbattimenti, necessità e speculazione. Quale soluzione? PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Caccaviello   
Venerdì 09 Settembre 2011 16:02
In questo periodo di forte fermento e di grandi decisioni,un altro tema di forte interesse soprattutto per le popolazioni del meridione, tra le quali quella della penisola sorrentina, è senza dubbio la questione abbattimenti, su cui si attendono a breve chiarimenti. Sapere come si comporterà la classe politica di fronte alla ripresa delle proteste dei comitati civici pro-condono edilizio già a partire dai prossimi giorni sarà molto indicativo.

Sul tema abbattimenti si fronteggiano varie posizioni chiare e diverse, ma spesso non condivisibili. Quella di chi propone agli abbattimenti con la riapertura dei termini del condono del 2003 e quella di coloro che sostengono di demolire tutti gli immobili costruiti in violazione delle norme vigenti. Coloro che sostengono il condono, ossia i comitati antiabbattimento, spesso espressione di quella destra sempre pronta a premiare chi aggira le leggi tramite condoni fiscali ed edilizi con il rientro dei capitali scudati ed in ultimo , come sta succedendo in questi giorni, in cui pur si sta decidendo il destino di questo paese, vengono in un certo qual modo salvaguardati dall’attuale governo. Infatti con una manovra economica ormai trasformata in un permanente cantiere a cielo aperto, non può non tornare a parlarsi, un giorno sì e l’altro pure, di un nuovo condono edilizio, in barba a tutte le regole di una società civile. Calpestando qualsiasi principio di equità ma bensì premiando ancora una volta la furbizia nel nome della necessità, con il dubbio del bene placido di coloro che dovrebbero tutelare e far rispettare la Legge. Naturalmente una soluzione del genere, che consentirebbe di sanare, con pochi soldi, abusi di ogni tipo a dispetto della legalità e della tutela del territorio è ben accetta dai tanti abusivisti sostenitori,soprattutto per interesse ,dell’attuale governo. Protagonisti di situazioni speculative realizzate talvolta alla luce del sole, con spavalderia e prepotenza, in disprezzo delle più elementari norme giuridiche, in barba a coloro che la Legge l’hanno sempre rispettata. Inoltre non si dimentichi che la questione dell’abusivismo edilizio e le successive pratiche di condono, non per caso, è stato uno dei cavalli di battaglia del centrodestra nelle ultime tornate elettorali amministrative,anche in penisola sorrentina, capace di spostare consistenti pacchetti di voti che in determinati comuni si sono rivelano decisivi. Nel contempo, proprio in questi giorni, non vanno dimenticate alcune prese di posizione di esponenti del movimento “antiabbattimenti” che hanno attaccato le associazioni ambientaliste della zona tra i quali il WWF e la istituzione dei parchi naturali e le riserve naturali, mentre si ignora che le aree protette hanno evitato, in tutta Italia, la speculazione e il saccheggio del territorio creando altresì migliaia di posti di lavoro. Una volta stabilito che costruire abusivamente è un grave reato che va perseguito dalla Legge e non ci sono casi di necessità che tengano, altrimenti chiunque soffra la fame può fare una rapina al giorno sapendo poi di passarla liscia .In Ogni caso quelle costruzioni hanno violentato un territorio incantevole che vale più di qualsiasi risparmio o villa con relativa piscina con vista sul Tirreno. Tuttavia la posizione di coloro che ritengono di demolire tutti gli immobili costruiti abusivamente, sostenuta dagli ambientalisti e dalla maggioranza della sinistra, non tiene conto che al punto in cui si è giunti, la politica degli abbattimenti a tappeto non farebbe altro che creare una ulteriore emergenza sociale in un territorio da sempre in grave crisi economica ed occupazionale,anche se tale principio, se si vuole rispettare la Legge, è senz’altro condivisibile. In quanto la politica dei condoni, del sanare gli abusi oltre ad essere un messaggio sbagliato alla popolazione istigano a delinquere e sono dei provvedimenti che calpestano uno dei principi del diritto in quanto si annullerebbe la sanzione prevista per coloro che effettuano una violazione, nello stesso tempo assicurano l’impunità per legge. Inoltre un governo che si rispetti, uscito dalle urne con una maggioranza colossale, non si affida alla politica dei condoni, peraltro è bastato , ogni qualvolta, il solo annuncio di nuovo possibile condono da parte del governo, perché il fenomeno dell’abusivismo riprendesse vigore. Una delle poche soluzioni, per uscire ormai da questo vicolo cieco per dare una risposta definitiva anche dal punto di vista legale, potrebbe essere quella di procedere alla demolizione per tutti gli immobili che non siano classificati prima casa, compresi e soprattutto quelli nei quali si esercitano attività economiche e commerciali. Nello stesso tempo acquisendo ai patrimoni comunali le restanti prime case facendo pagare ai “proprietari”un adeguato canone, oppure far pagare a costoro un mutuo , magari ventennale, al comune dopo di che diventare proprietari a tutti gli effetti. A tale proposito, esiste una norma che non è mai applicata dagli enti comunali,relativa all’art. 31 del decreto legislativo 380 del 2001 che prevede l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle costruzioni abusive che rispettino determinati parametri, dopo che siano trascorsi,senza esito, 90 giorni dalla notifica della ingiunzione amministrativa a demolire le dette costruzioni. Chiaramente dall’acquisizione andrebbero escluse tutte quelle costruzioni che non presentano idonee garanzie antisismiche e costruite in aree protette e a forte rischio idrogeologico. In tal modo coloro che hanno voluto aggirare la Legge non se la caverebbero a buon mercato come adesso si intenderebbe fare, nello stesso tempo si restituirebbe al territorio ampie aree occupate dalla edilizia non di necessità, quali,strutture ricettive, ristoranti abusivi, seconde e terze case, piscine che attualmente sembrano “servire per la sopravvivenza”. Tali provvedimenti porterebbero soldi alle ormai dissanguate casse comunali ridotte ormai al lastrico dall’attuale manovra e nello stesso tempo premierebbero tutti gli imprenditori che operano nella legalità non godendo dell’indebito vantaggio di operare in strutture abusive. A questo punto la cosa primaria da fare sarebbe una sorta di censimento distinguendo case realizzate abusivamente per vera e propria necessità e tutte le costruzioni realizzate per mera speculazione. Un aiuto in questo senso potrebbe venire anche dagli stessi comitati antiabbattimento che dovrebbero far netta distinzione tra i casi di prima necessità e coloro che hanno costruito per pura speculazione che senz’altro si annidano tra di loro. Fin quando non si avrà tale netta distinzione tra l’aver costruito per vera necessità o per mera speculazione edilizia, i cui casi la penisola sorrentina è purtroppo ricca, non si potrà mai parlare di sanare gli abusi di prima necessità. Quindi sia le Amministrazioni comunali  che le Istituzioni dovrebbero lavorare in tale direzione con il valido aiuto anche di detti comitati. Stabilire in modo chiaro se un’ abitazione serve per vera necessità, individuare un unico proprietario responsabile di un nucleo familiare, altrimenti proseguire con le regole che la Legge stabilisce. Lungo il territorio comunale di Sorrento vi sono varie situazioni così plateali di abusivismo edilizio speculativo, sorti negli ultimi anni, da far inorridire ,ebbene nonostante essi siano esposti al pubblico,fin anche su strade molto importante trafficate del territorio, continuano ad esistere come niente fosse ed a svolgere attività commerciali. Alcuni casi proprio per la loro così evidente collocazione abusiva finanche su area demaniale,tranquillamente svolgono attività commerciale senza che le Autorità e le Forze dell’Ordine controllino in modo adeguato, altrimenti dovrebbero rispondere a molti interrogativi. Il Comune e l’Ufficio Tecnico seppure sollecitati varie volte da organi ministeriali e regionali in quanto sorti su suddette aree ed in zone ad alto rischio idrogeologico non hanno tuttora reagito nella dovuta maniera come la Legge obbliga. Almeno allorquando sollecitati in merito, diano una risposta affinché si giustificasse tali scempi. Tali situazioni in un territorio come quello sorrentino che da secoli è rinomato in tutto il mondo per le sue bellezze naturali per le ottime strutture alberghiere per la sua ospitalità , requisiti sinonimi di civiltà, si pensa che sia intollerabile che lungo di esso si possano verificare tali scempi, paragonabili a territori ad alto tasso criminale. A tale proposito in questi anni, da parte delle Autorità, si è sempre usata una linea morbida nella lotta agli abusi edilizi. Infatti, le amministrazioni e i sindaci in qualità di capi della Protezione civile, dato che spesso ci troviamo, come ribadito, di fronte a delle strutture realizzate in luoghi classificati ad alto rischio idrogeologico, continuamente sollecitati, non hanno preso le dovute misure per imporre la Legge e tutelare il territorio e gli abitanti del luogo. Da decenni non si è riusciti a far fronte a tali casi così evidenti di speculazione mentre altresì si è assistiti inerti alla esecuzione delle ordinanze della Procura in cui niente si è potuto per non far abbattere delle costruzioni di prima necessità dato che spesso ci troviamo di fronte ad abusi di case di povera gente costretta a costruirsi un’abitazione nell’illegalità contro uno Stato inadempiente che non si è preoccupato nei decenni di metterli in condizione di poterlo fare legalmente. Quindi se il governo, le regioni, gli enti locali persino le Istituzioni finora non hanno dato un segnale concreto contro il fenomeno degli abusi edilizi e trovare una soluzione agli abbattimenti, emarginando e punendo sopratutto coloro che hanno costruito per speculazione, sarà molto difficile per i comitati antiabbattimento condurre con successo una battaglia, contro l’eliminazione delle case di prima necessità ,portata avanti tante volte con disperazione, da gente colpevole di dare un tetto decente ai propri figli. Sorrento 08 Settembre 2011 – Salvatore Caccaviello – Sorrento Libera.
 
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