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Sorrento, con le prime piogge ritorna il rischio idrogeologico PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Caccaviello   
Giovedì 27 Ottobre 2011 04:42


di : Salvatore Caccaviello

Dopo una estate di belle giornate con le prime violente piogge autunnali si presentano per il nostro territorio , gli antichi problemi inerenti la sua sicurezza. Di fronte ad eventi meteorologici di forte intensità, sarebbe opportuna una grande opera di monitoraggio del territorio comunale che è pur sempre classificato ad alto rischio idrogeologico.

Sono bastate le prime violente piogge autunnali che ondate di fango hanno sepolto dei paesi nel salernitano con grossi danni per persone e cose . Al momento non è possibile stabilire se tutti gli abitanti siano stati messi in salvo e quindi non si esclude che possano esserci altri dispersi e feriti. In Italia circa 3660 comuni sono a rischio idrogeologico, la maggior parte di essi sono distribuiti in Lombardia, Liguria e soprattutto Campania, dove la Penisola Sorrentina occupa un posto di rilievo.  Secondo i climatologi,ormai, siamo entrati in una fase in cui i fenomeni atmosferici sono imprevedibili e in determinati casi, in tre giorni, spesso, cade la stessa quantità di pioggia di una intera stagione. Di fronte a tali imprevedibili fenomeni ancora una volta siamo costretti a fare i conti con il rischio idrogeologico dovuto per una parte alla morfologia del nostro territorio ma soprattutto perché quest’ultimo, ancora tuttora è sfruttato e abusivamente cementificato senza che le Istituzioni adottino delle politiche per la sua tutela.
Un territorio protetto e tutelato costituisce di sicuro una buona protezione idrogeologica. Se invece si sottrae al territorio appunto il libero deflusso delle acque costruendo  sugli alvei, deviando e persino tombando il naturale percorso di queste ultime, aggiungendo la continua cementificazione dei suoli , il taglio forsennato di alberi, l’incuria dei nostri boschi ci troveremo senz’altro di fronte a tragedie provocate da disastri idrogeologici come verificatosi, sempre più di frequente, gli scorsi anni. Il territorio della penisola sorrentina e in particolar modo Sorrento non è assolutamente immune da tale situazione, anche se pur tuttavia, si abbia la fortuna di vivere in una zona unica dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, esso resta molto delicato dal punto di vista idrogeologico.  A causa della  avidità e incoscienza,si è deturpato e si continuia a deturpare il nostro territorio con conseguente danno per la morfologia e per la sicurezza di esso. Infatti spesso zone non sicure dal punto di vista morfologico sono state artificialmente rese idonee per la realizzazione di strutture abusive, in alcuni casi a mero scopo speculativo. Infatti il territorio  della zona collinare del Comune di Sorrento oltre ad essere un’area sottoposta a vincolo paesistico-ambientale è classificata dall’Autorità di Bacino del Sarno nel piano di Stralcio per Assetto Idrogeologico: Zona P3, a “Pericolosità da dissesto di Versante” elevata con conseguente eventuale Rischio R4. Molto elevato in presenza di Costruzioni. Una zona ,dove in passato purtroppo si è abusato in maniera spesso indiscriminata realizzando costruzioni nei posti più disparati senza tenere conto delle esigenze del territorio.
Quindi nel caso di forti fenomeni meteorologici saremmo sempre a rischio come lo siamo stati in passato.  Ancora si ricordano i numerosi eventi franosi che colpirono il nostro territorio, durante gli anni sessanta e verso la metà degli anni novanta. A questo punto sarebbe opportuno, una grande opera di monitoraggio e bonifica di tutto il territorio ed in particolar modo lo stato dei vari corsi d’acqua che dall’alto della collina, zona deserto  (Garabillo),Acquacarboni, colli di Acquara, Li Schisani. Zone ricche di sorgenti, dove hanno origine i nostri rivoli che attraversando il territorio di Priora scendono a valle. La presenza dei rivoli ed il loro stato è molto importante per il territorio collinare del Comune, in quanto oltre a seguire il loro naturale percorso, raccolgono le acque che durante i sempre più frequenti nubifragi e a causa della continua cementificazione del suolo, allagano le strade secondarie e l’intera strada statale SS 145 che in tali occasioni somiglia più ad un torrente. Purtroppo negli ultimi decenni, si è assistito alla realizzazione di costruzioni che in alcuni casi hanno deviato e tombato, i corsi naturali di ruscelli,valloni e rivoli. Modificando la reale e naturale funzione che essi hanno sempre svolto, nei secoli, per il nostro territorio, dato che costituiscono le uniche vie di deflusso delle acque allorquando le avversità atmosferiche sempre più frequenti e in modo sempre più violento si abbattono sul nostro territorio . Monitorare il territorio tecnicamente si può fare con l’aiuto della Protezione Civile di cui il nostro Sindaco è il primo Responsabile locale. Purtroppo da decenni, nonostante vari importanti avvenimenti franosi non lo si è mai fatto in modo concreto e duraturo, oppure non vi è mai stata la volontà di farlo. Altrimenti non si spiega come di fronte a questi continui e purtroppo tragici avvenimenti che interessano zone a noi vicine ed essendo il nostro territorio in prima fila ad essere protagonista di un eventuale disastro, nessuna Amministrazione fino adesso ha stanziato fondi per la salvaguardia del territorio di fronte al rischio idrogeologico.  Sarebbe quindi opportuno che anche l’ attuale Amministrazione si facesse carico al più presto di questo problema concentrandosi sulla messa in sicurezza del nostro territorio, adottando provvedimenti in tal senso, che di sicuro,con l’inverno alle porte e con le esperienze passate, necessiterebbero di priorità assoluta.
Il monitoraggio e la manutenzione degli alvei, la sorveglianza continua dei corsi d’acqua, la rimozione di ostacoli al naturale deflusso delle acque,inoltre intervenire dove essi sono stati deviati oppure tombati. Inoltre ostacolare con fermezza e definitivamente il fenomeno dell’abusivismo edilizio che in molti casi, come è stato ampiamente dimostrato,è conseguenza diretta del rischio idrogeologico. Provvedimenti da adottare , che purtroppo sul nostro territorio sono stati da sempre ignorati in quanto si è da sempre rilevato una totale indifferenza , a tutti i livelli, verso il territorio e le sue regole. Infatti mentre negli altri paesi europei la salvaguardia dell’ambiente e del territorio è una regola di vita , nel nostro paese vi è quasi una totale indifferenza verso tale problema da parte della Cittadinanza, delle Autorità e delle Istituzioni, che spesso sono invitate ad intervenire soltanto dopo una denucia di qualche cittadino responsabile o associazione di volontari quali il WWF. Di fronte ad episodi tragici, a cui di recente abbiamo assistito, bisognerebbe essere molto più responsabili e riuscire a capire che il martoriamento del nostro splendido territorio che oltre a la modificazione dei nostri splendidi paesaggi, per i quali migliaia di turisti da tutto il mondo vengono a farci visita e che costituisce la maggiore fonte della nostra economia ,significa anche un costante pericolo a cui tutta la comunità è soggetta. Quindi è necessaria una forte assunzione di responsabilità e una chiara volontà, soprattutto politica, di cambiamento. Di fronte a tali eventi la pianificazione del territorio dovrebbe essere una priorità da parte dell’Amministrazione, in molti casi da ripensare e modificare in nome dell’equilibrio idrogeologico, della sicurezza e della sostenibilità. Quindi,l’unica, necessaria grande opera pubblica, in primis , dovrebbe essere la messa in sicurezza del nostro territorio. Inoltre non si deve dimenticare che la salvaguardia del nostro territorio, viene imposto a tutti , Cittadini, Autorità ed Istituzioni,dall’art. 9 della nostra Costituzione: LA REPUBBLICA TUTELA IL PAESAGGIO E IL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO DELLA NAZIONE,… il che non è un dettaglio…- Sorrento, 08 Ottobre 2011 – Salvatore Caccaviello

 
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