Legge Reale
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on. Oronzo Reale.
Con il termine legge Reale si intende la legge dell’ordinamento italiano del 22 maggio 1975, n. 152 (G.U. n. 136 del 24 maggio 1975), recante «Disposizione a tutela dell’ordine pubblico».
La L. 152/1975 fu promulgata nella VI Legislatura sotto il quarto governo Moro ed il principale redattore della legge fu il Ministro di Grazia e Giustizia, appartenente al Partito repubblicano italiano, Oronzo Reale, da cui è d’uso chiamare la norma.
La Legge Reale è stata novellata dalla legge n. 533 dell’8 agosto 1977, il cui art. 2 ha modificato l’art. 5. Successivamente le sanzioni previste dall’art. 5 così modificato sono state inasprite dalla legge n. 155 del 31 luglio 2005 (di conversione del d.l. 144/2005).
Nel 1989, per effetto dell’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale, alcune disposizioni di diritto processuale contenute nella L. 152/1975 furono soppresse.


Indice
• 1 La disposizione normativa
• 2 Ritorno nel dibattito pubblico
• 3 La norma
• 4 Note
• 5 Collegamenti esterni

La disposizione normativa [modifica]
Il testo normativo introdusse un duro inasprimento della legge penale volto a combattere i fenomeni di terrorismo che misero a dura prova l’ordinamento democratico italiano durante gli anni di piombo.
Le innovazioni maggiormente repressive introdotte dalla L. 152/1975 sono rinvenibili nei seguenti articoli:
• l’art. 14, estendendo la previsione normativa dell’art. 53 c.p., consente alle forze dell’ordine di usare legittimamente le armi non solo in presenza di violenza o di resistenza, ma comunque quando si tratti di «impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona»;
• l’art. 3 estendeva il ricorso alla custodia preventiva – in deroga all’art. 13, comma 3, Cost., che fissa la durata dei provvedimenti provvisori in casi eccezionali di necessità ed urgenza -, sostituendo il precedente art. 238 c.p.p., anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell’autorità giudiziaria;
• l’art. 5 – come modificato dall’art.2, L. 533/1977 – vieta l’uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a rendere in tutto o in parte irriconoscibili i cittadini partecipanti a manifestazioni pubbliche, svolgentesi in pubblico o in luoghi aperti al pubblico.
Il 30 giugno 1977 il Partito Radicale presentò richiesta di referendum abrogativo della L. 152/1975, ritenuta ammissibile dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 70 del 1978. Il referendum fu indetto con d.P.R. del 14 aprile 1978. La consultazione referendaria si tenne nelle giornate dell’11 e 12 giugno 1978 ed ebbe esito negativo, pertanto la legge non fu abrogata ed è tuttora in vigore.[1]
Ritorno nel dibattito pubblico [modifica]
Dopo le proteste del Movimiento 15-M che il 15 ottobre 2011 sono degenerate in duri scontri a Roma, il 17 ottobre 2011 alcuni organi di informazione hanno attribuito al leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro la volontà di introdurre una nuova “Legge Reale”[2] per gestire situazioni di violenza durante le manifestazioni, mentre lo stesso Di Pietro ha subito respinto e smentito tali affermazioni.[3]
La norma [modifica]
Legge 22 maggio 1975, n. 152, Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico
Note [modifica]
1. ^ LEGGE REALE: Referendum per l’abrogazione della Legge 22 maggio 1975, n. 152 – Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico | RadioRadicale.it
2. ^ «Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la Legge Reale 2. Non è tempo di rimpalli ma di un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per creare una legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell’arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado». (Maroni: “Nuove misure contro le violenze” Di Pietro: “Torniamo alla legge Reale” – Repubblica.it)
3. ^ «Ieri molti improvvisati commentatori hanno espresso giudizi sulle nostre proposte senza nemmeno aspettare che venissero presentate, dunque senza sapere di cosa stavano parlando. Per questo hanno parlato di una riproposizione della legge Reale, che noi invece non abbiamo alcuna intenzione di riesumare e che anzi per noi può essere buttata nel cesso, o meglio archiviata in un cassetto, dato che fa parte di un bagaglio storico che non ci appartiene». (Antonio Di Pietro: Non vogliamo uno Stato di polizia – antoniodipietro.com)